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Corso di Laurea Triennale in Scienze Faunistiche

Aspetti del comportamento spaziale della lepre italica Lepus corsicanus

Titolo della tesi


Aspetti del comportamento spaziale della lepre italica Lepus corsicanus

 

Candidato


Calosi Martina

 

Relatore


Conti Leonardo

 

Correlatore


Mori Emiliano

 

Anno accademico


2015 - 2016

 

Riassunto


La lepre italica Lepus corsicanus è una specie endemica dell’Italia centro-meridionale e della Sicilia, introdotta in Corsica intorno al XVI secolo. Per permettere un’efficace e duratura tutela di questa specie importante per la biocenosi del nostro paese, è necessario che le informazioni sulla sua geonemia e sulla sua biologia, ad ora molto limitate, vengano ampliate. Obiettivo di questo lavoro di tesi è stato dunque quello di fornire una prima descrizione del comportamento spaziale della lepre italica, con particolare riferimento alla dimensione delle aree vitali individuali (home-range) in un’area al limite della sua distribuzione naturale (nella provincia di Grosseto). Inoltre, si è proceduto a valutare i ritmi di attività di questa specie su base semestrale, al fine di mettere in luce se questi siano influenzati da fattori ambientali. Per raggiungere questi obiettivi, gli animali sono stati catturati e monitorati intensivamente attraverso il radio-tracking. Nell’arco di questo studio sono stati monitorati sei esemplari di lepre italica, catturati con 3 eventi di cattura presso l’Azienda “La Marsiliana” (GR) e immediatamente rilasciate dopo l’applicazione del radio-collare. La dimensione stagionale degli home-range è stata calcolata sfruttando il software “R” tramite il metodo del “Minimo Poligono Convesso” (MPC) ed il metodo del “fixed kernel” (KHR). Nonostante il numero degli individui non consenta un’analisi statistica significativa, è apparso comunque che l’elevata eterogeneità ambientale che caratterizza l’habitat della lepre italica, comprensivo di ecotoni e aree in grado di fornire zone di rifugio e siti di alimentazione, non richieda che la specie insista su vasti HR, potendo trovare le risorse di cui ha bisogno anche in aree di ridotta estensione. In autunno e primavera, quando si ha un clima più mite, l’estensione degli areali risulta inferiore rispetto a quella estiva o invernale, plausibilmente per via di una maggiore disponibilità di alimenti vicino alla zona di rifugio. La core-area invece, sembra mantenersi abbastanza costante durante le 4 stagioni, suggerendo una potenziale fedeltà al sito di covo. Durante tutto l’anno l’HR risulta suddiviso tra l’area di campo, in cui la lepre si alimenta, e quella di bosco, presso cui la specie localizza i covi diurni. L’analisi dei ritmi di attività ha evidenziato che essa decresce all’aumentare dell’intensità del vento, della fase lunare (da luna nuova a luna piena) e dell’ora solare. In particolare si ha un picco di attività notturna durante tutto l’arco dell’anno che decresce dopo l’alba e aumenta dopo il tramonto. Picchi di attività diurna sono invece rilevati durante il semestre più freddo, in particolare nella seconda metà dell’inverno quando la durata della notte è inferiore. Il vento troppo intenso sembra ridurne significativamente l’attività probabilmente perché, trattandosi di una specie che si orienta prevalentemente con l’udito, il rumore rende meno chiara la percezione della presenza di eventuali predatori. Inoltre, la loro attività è massima in fase di luna nuova e si riduce gradualmente fino alla luna piena poiché, concentrando i loro movimenti nel buio più totale o in aree caratterizzate da una densa copertura vegetale, riescono a ridurre l'efficienza dei predatori. Infine, in aree dove la lepre italica e quella europea Lepus europaeus risultano in sintropia, l’italica, di minori dimensioni, sembra che venga relegata in aree con habitat sub-ottimali ma più protetti come arbusteti o aree marginali tra bosco e campo.

 
ultimo aggiornamento: 02-Mag-2017
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