Salta gli elementi di navigazione
banner
logo ridotto
logo-salomone
Corso di Laurea Triennale in Scienze Faunistiche

Monitoraggio Faunistico Mirato del Parco Naturale Adamello Brenta: analisi della serie storica 2005-2019


Titolo della tesi


Monitoraggio Faunistico Mirato del Parco Naturale Adamello Brenta: analisi della serie storica 2005-2019

 

Candidato


Cagnati Lorenzo

 

 Relatore


Conti Leonardo

 

 Correlatori


Chirichella Roberta
Armanini Marco

 

Anno accademico


2018 - 2019

 

Riassunto


La presente tesi si inserisce nell’ambito dei progetti promossi dal Parco Naturale Adamello Brenta l’area protetta più vasta della Provincia Autonoma di Trento. Dal 2005 il Parco effettua Monitoraggi Faunistici Mirati (M.F.M.) secondo un protocollo standardizzato e ripetuto con cadenza annuale lungo dei percorsi prestabiliti (transetti) posti in diverse fasce altitudinali, uniformemente distribuiti nell’interezza del territorio e rappresentativi dei differenti tipi di habitat. Questi monitoraggi hanno permesso di creare una serie storica di dati tra loro confrontabili per valutare i trend di diverse specie presenti all’interno dell’area protetta. Dal 2019 sono cambiate alcune situazioni: il personale che si occupa di tale attività non sono più i Guardaparco, bensì gli operatori del settore Ricerca Scientifica ed Educazione Ambientale (R.S.E.A.) del P.N.A.B. ed il monitoraggio viene eseguito solamente per 1/3 dei transetti inizialmente individuati (71 percorsi in totale), con l’idea di completarne la percorrenza nell’arco di tre anni successivi.
Sarà dunque necessario verificare se i dati raccolti durante questa campagna di monitoraggio sono confrontabili con quelli presenti nella serie storica (nel presente studio sono stati esclusi dalla serie storica gli anni 2010, 2013, 2015, 2017 e 2018). Per far ciò sono state prese in esame 16 specie (e gruppi di specie), scelte tra quelle considerate più rappresentative della biocenosi, per le quali è stato raccolto un buon numero di indici di presenza ed aventi una buona contattabilità. Sono stati messi a confronto il numero di indici raccolti, per ogni specie analizzata, ritrovati sugli stessi transetti eseguiti nel 2019 (dunque nella serie storica non sono stati considerati i dati relativi ai 2/3 dei transetti). Nella maggior parte dei casi i dati 2019 non si discostano oltre le 2 deviazioni standard dalla media, eccezion fatta per la pernice bianca, lo scoiattolo rosso e il camoscio; queste tre specie sono state approfondite per capire la motivazione dello scostamento dalla media. Sono stati analizzati i rapporti (n°indici di una determinata specie/totale del n°di indici raccolti in un determinato anno su tutti i transetti eseguiti quel determinato anno) delle specie indagate durante il 2019 (dunque su 1/3 dei transetti) e i rapporti dal 2005 al 2016 (quindi su 3/3 dei transetti).
Sono stati inoltre messi in luce particolari andamenti di alcune specie analizzate (capriolo, genere Lepus, genere Martes, scoiattolo rosso, picchio nero e formica rufa). In alcuni casi è stato possibile notare simili fluttuazioni di “prede” e “predatori”: è ad esempio il caso del del picchio nero e della formica rufa. Simili andamenti sono inoltre stati rilevati per il genere Martes, Lepus e lo scoiattolo rosso. Concludendo, il modus operandi degli operatori del settore R.S.E.A. è paragonabile nella maggior parte dei casi (13/16) a quello dei Guardaparco solamente per il camoscio lo scostamento dalla media è effettivamente dovuto all’operatore (criterio di registrazione dei pellet group). L’analisi dei dati in termini di comunità ha mostrato come il nuovo protocollo impiegato resti comunque rappresentativo della biocenosi presente nell’area protetta.

 





 

 
ultimo aggiornamento: 04-Ott-2019
UniFI Scuola di Agraria Home Page

Inizio pagina