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Il fenomeno delle esche avvelenate e le conseguenze sulla fauna selvatica

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Titolo della tesi

Il fenomeno delle esche avvelenate e le conseguenze sulla fauna selvatica

Candidato

Serandrei Valentina

Relatore

Bozzi Riccardo

Correlatori

 

Anno accademico

2020 - 2021

Riassunto

Il fenomeno di avvelenamento è sempre più allarmante su tutto il territorio nazionale. I motivi per cui vengono rilasciate in natura esche avvelenate sono molteplici, in particolare per eliminare le cosiddette “specie nocive”, ovvero i predatori. Grazie alla Legge n.698/1977, l’utilizzo del veleno per eliminare la fauna selvatica è divenuto illegale. Le esche utilizzate nella maggior parte dei casi sono a base di carne o carcasse di piccoli animali imbottiti di veleno. I veleni più utilizzati in genere sono: stricnina, cianuro, metaldeide, rodenticidi, erbicidi (paraquat), carbammati, fosfuro di zinco, arsenico, crimidina ecc.. Le conseguenze del veleno sulla fauna selvatica e sull’ambiente circostante sono devastanti, poiché le carcasse avvelenate rappresentano un vero e proprio serbatoio e se consumate da altri animali possono andare ad innescare una catena di morte senza fine che si sposta da un territorio ad un altro, causando la morte a molteplici categorie di fauna selvatica, fra cui quella protetta, come il lupo, l’aquila reale ed altri rapaci, l’orso e rapaci necrofagi. La Legge Quadro 157/1992 è applicata come riferimento giuridico a tutela della fauna selvatica, entro la quale le Regioni devono muoversi con le proprie normative di riferimento. Successivamente con la Legge Regionale n.39/2001 non solo è fatto divieto dell’utilizzo di esche avvelenate ma anche la sola detenzione, con l’applicazione di sanzioni amministrative. Al fine di contrastare il fenomeno dei bocconi avvelenati sono state istituite dal 2010 delle Unità Cinofile Antiveleno, composte da due cani addestrati alla ricerca di esche avvelenate e il relativo conduttore. Questo si è reso possibile grazie al Progetto Europeo Life ANTIDOTO. Molti sono gli interventi effettuati dalle Autorità giudiziarie a seguito di segnalazioni per episodi di avvelenamento e dalle Associazioni Ambientaliste/ Animaliste (WWF-ENPA) con le quali sono intervenute per la bonifica dei territori con i NCA a seguito di segnalazioni ricevute. La sensibilizzazione resta fondamentale al fine di reprimere il più possibile questo fenomeno poco conosciuto ma purtroppo ancora presente in Italia e in altri paesi Europei. La divulgazione di questo fenomeno è di fondamentale importanza e a tale scopo sono stati organizzati diversi Convegni e corsi non solo a livello italiano ma anche Europeo, al fine di diffondere la “strategia contro l’uso del veleno in Italia”, che è stata pubblicata sul sito www.lifeantidoto.it per rendere disponibili informazioni utili.

ULTIMO AGGIORNAMENTO

28.11.2023

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